martedì 29 aprile 2008

Veltroni: "se c'è una cosa che invidio alla destra ..."

Se c'è una cosa che invidio alla destra - afferma Veltroni - è la reazione orgogliosa alla sconfitta. Loro hanno una combattività che non è tra i nostri elementi prevalenti. Siamo più portati alla riflessione malinconica e crepuscolare".
 
E in queste parole c'è la sintesi delle colpe di Veltroni (ma non solo) per la catastrofe elettorale, Roma compresa.  Parlare di "riflessione malinconica e crepuscolare" significa ammettere che invece di darsi da fare seriamente su cose concrete che interessano la gente e attaccarre gli avversari dove andavano attaccati, si è fatta una campagna elettorale con la solita "spocchia anglofona e democraticoamericana" (tipica della sinistra diessina) preoccupata più di strare in un "loft" a fare i "briefing" che di fare politica per le strade e le piazze, magari sporcandosi un pò le mani.
 
Non solo: per garantirsi di sopravvivere come partito non ha esitato a "cannibalizzare" la sinistra arcobaleno provocando odi e divisioni che non si ricuciranno facilmente. L'unica cosa positiva, e cioè l'alleanza con Di Pietro, sembra già essere tramontata in nome di una improbabile rincorsa all'UDC.
 
Se c'è una cosa che invidio alla destra (verrebbe da dire) è di avere una sinistra che invece di combattere vulole "scimmiottarla" cercando di scavalcarla, ma a destra però!

domenica 27 aprile 2008

Beppe Grillo: voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo

"Chi non sa non può decidere, non può scegliere. Vive nelle tenebre, nell’oscurità. L’otto settembre l’informazione, che aveva del tutto ignorato il V day, è stata la prima ad attaccarlo. Il potere ha capito che il gioco gli veniva sottratto dalle mani. Il cittadino informato non è controllabile dal potere. E il potere vive grazie al controllo dei media. Le banche, la Confindustria, Mediaset e i Partiti usano le televisioni e i giornali per fare propaganda, assumono i direttori dei giornali come fossero addetti dell’ufficio stampa. I politici senza gli studi televisivi ritornerebbero al nulla dal quale provengono".

E come si fà a non essere d'accordo: attualmente il potere principale dei media non è tanto formare opinioni quanto richiamare l'attenzione sulle questioni. I media riescono abitualmente a creare quella che è stata chiamata la spirale del silenzio, emarginando le posizioni più eccentriche rispetto al cosiddetto " mainstream " e cioè la cultura dominante in quel particolare ambiente sociale. Quindi se un fatto o un problema non è citato o non compare in TV o sui giornali, di fatto quel problema non esiste.

Ma io allargherei ulteriormente il discorso a tutti i settori del vivere negli anni duemila in Italia: avete voglia di darvi da fare nel sociale? Be li trovate associazioni sindacati ecc. tutti con i loro bei comportamenti stagni e persone assolutamente inamovibili dai posti di comando che guardano con superiorità alla tua voglia di cambiamento. Cerchi lavoro? Sei bravo e vorresti un lavoro sicuro e non a termine? Impossibile, a loro non importa se sei bravo, a loro interessa poterti ricattare con i lavori a termine e darti il ben servito quando non sei + utile. Vuoi suonare in giro? Partecipare attivamente alla risoluzione di qualche problema? Aprire una nuova attività puntando sul fatto che sei concorrenziale nel libero mercato? Scordatelo, ci sono i cartelli e gli accordi sottbanco. Insomma dappertutto ci sono accordi di spartizione e di gestione del potere e se tu ci stai alle loro condizioni che prevedono qualche briciola x te bene altrimenti sei fuori. In pratica le caste e i centri di potere stanno bloccando l'Italia.

Ma la domanda è? Se tutti fanno così vuol dire che conviene a tutti e non c'è niente di cui scandalizzarsi?
No no e no. Per la mancanza di innovazione conseguente alla mancata competizione (che è il sale del libero mercato) a rimetterci è lo Stato.


E se a rimetterci è lo Stato sono quelli senza voce a prenderla in quel posto e a doverla pagare in prima persona!

venerdì 25 aprile 2008

Vie de m...e: "Oggi, e dopo una lunga serie d'esami, ho saputo di essere sterile. La mia compagna è incinta di due gemelli. Penso che avrò qualcosa da chiederle"

Ma che cos'è la sfiga? Per dirla alla maniera dei manuali universitari: "Dicesi sfiga ... la somma di alcuni eventi tristi o scalognati che di presi singolarmente sono solo degli episodi; ma quando ne accadono almeno due in sequenza continua e dello stesso tenore mooolto sfortunato, fanno gridare alla sfiga."

In questo caso il sito http://www.viedemerde.fr sorridere amaramente delle disgrazie altrui, condividendole assieme per potersi sentire meno infelici. Ed il meccanismo è sempre quello citato nella definizione qui sopra: 1 brutto evento può capitare, quando sono 2 o più in sequenza è SFIGA.

Altri esempi:
Oggi ho confessato a mio padre di essere lesbica. La sola cosa che mi ha detto è “Non mi meraviglio, tutte le lesbiche sono grasse

Oggi ho confessato al mio miglior amico di essere omosessuale. Lui mi ha prima spaccato la faccia e poi ha telefonato a tutti per dirglielo

mercoledì 23 aprile 2008

Prodi: "si attacca alle cifre come gli ubriachi si attaccano ai lampioni"

Il Times di Londra ha provato a stilare la top ten degli insulti politici più celebri.
Bisogna dire che la classifica è fortemente anglocentrica. Nove insulti su dieci sono stati proferiti da politici britannici verso connazionali. Tuttavia l'unico attacco non britannico presente nella top ten è quello lanciato da Romano Prodi nei confronti di Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale del 2006. Il professore durante il secondo faccia a faccia televisivo con il Cavaliere, spazientito per le accuse e la carrellata di numeri enunciati dall'allora leader del «Polo delle libertà» parafrasando una celebre battuta del premio Nobel irlandese George Bernard Shaw, commentò sarcastico: «Berlusconi si attacca alle cifre come gli ubriachi si attaccano ai lampioni».
 
Qui c'è poco da analizzare: è abbastanza chiaro che gli ha dato dell'ubriaco; ma non finisce qui: quell'appendersi vuol dire anche che gli argomenti usati dalla controparte, non hanno fondamento e per stare su devono essere appesi a delle sterili cifre che fanno da sostegno.
 
Epperò il mortadella: così perbene, ma quando vuole insulta pure lui.

martedì 22 aprile 2008

Mosley : "Fatti privati vado via solo se me lo chiede la Fia"


Lo scandalo era scoppiato con la scoperta di un filmato che lo ritrae travestito da nazista mentre è impegnato in un'orgia insieme a un gruppo di prostitute. Oggi il numero uno della Fia rivendica il "diritto ad avere una vita sessuale eccentrica" e che questo non ha alcuna ricaduta sul suo ruolo nell'organizzazione. "Se loro vorranno farmi andare avanti, lo farò. Se non sarà così, mi fermerò, ma dirò anche loro che è sempre stata mia intenzione non andare oltre il mio mandato nel 2009".

E' abbastanza chiaro che questa è una affermazione arrogante, autoreferenziale sullo stile del "me ne frego" di Mussoliniana memoria; ma la cosa più grave sta nel contenuto dell'affermazione "questo non ha alcuna ricaduta sul mio ruolo nell'organizzazione" perchè in questo caso Mosley dimostra di essere un pessimo manager.

Qualunque corso o manuale di Managment, spiega che la Leadership di una persona a capo di un organizzazione è legata a filo doppio con le sue caratteristiche umane e sociali per poter essere riconosciuto come un modello da seguire per il resto dell'organizzazione.

E che modello di vita sarebbe un "orgia nazista con delle prostitute"?

Jaeger: mi sono fatta suora per non diventare egoista

Era la grande promessa del tennis femminile, l'erede designata di Chris Evert. Basti pensare che ad appena 16 anni era la numero 2 del mondo e nel torneo di Wimbledon del 1983 si era arresa in finale soltanto alla grande Martina Navratilova. Poi l'infortunio alla spalla e a 18 anni il ritiro, l'addio al tennis che tanto puntava su di lei. Da allora Andrea Jaeger è sparita dalla scena pubblica, una «latitanza» conclusa  sulle pagine del «Mail on Sunday», a cui ha raccontato la sua nuova vita, quella di suor Andrea, dell'ordine delle suore domenicane. Una scelta di vita, anche se radicale.
 
«Mi sono sempre sentita in dovere di aiutare chi aveva bisogno - racconta l'ex giocatrice, ora 42enne - È una cosa che avevo nell'anima sin da quando ero bambina ed è stato molto difficile per me giocare a tennis perchè devi essere egoista se vuoi avere successo in uno sport individuale». «Credo che sarò per sempre una suora, ho gioia e amore per la vita ed è più facile esprimerli in questo campo».
 
Una solitudine insopportabile: essere ricca, ma sola e senza affetto nel mondo dorato del tennis. Molto meglio farsi suora e  dedicarsi ai bambini «che apprezzano la vita come nessuno fa nel tennis». Non credo ce ne siano altre al mondo.

Berlusconi: " le condizioni poste dai francesi erano offensive"

Eravamo in piena campagna elettorale e per il Cavaliere qualsiasi cosa era buona pur di denigrare il precedente governo. Dopo aver criticato aspramente AirFrance, Berlusca aveva creato per incanto una cordata italiana già pronta a rilevare Alitalia. Vinte le elezioni, incontra Putin e ci fà sapere che invece potrebbe essere la compagnia russa Aeroflot il futuro patner per la nostra Compagnia di bandiera.

Ma come? Putin (ex capo del KGB) e Aeroflot non sono un tantino comunisti? E se di Aeroflot ne avesse parlato in campagna elettorale come sarebbe andata a finire?

Dietro le parole di Berlusconi c'è la solita presa per i fondelli degli Italiani; la novità è che agli italiani và bene così.

TRicarico: "voglio una vita tranquilla"

Ci hanno fatto caso in pochi: ma dietro il titolo di questa canzone presentata a SanRemo 2008 c'è tutta la voglia di affermarsi nel mondo dello spettacolo e di affermare sopratutto il suo modo di essere e il suo stile di vita.
Pochi ricordano che sempre a Sanremo (nel 1983) un giovane artista (che venne subito sbeffeggiato per le parole contenute nella sua canzone) si presentò con un brano chiamato "Vita spericolata" e che quell'artista era Vasco Rossi.
25 anni dopo ecco Tricarico con il suo manifesto-canzone completamente all'opposto di quello del grande Blasco .... "Voglio una vita tranquilla", ma con la stessa voglia di successo e di creatività.

E' nata una nuova stella, molto + .... tranquilla.