Se c'è una cosa che invidio alla destra - afferma Veltroni - è la reazione orgogliosa alla sconfitta. Loro hanno una combattività che non è tra i nostri elementi prevalenti. Siamo più portati alla riflessione malinconica e crepuscolare".
E in queste parole c'è la sintesi delle colpe di Veltroni (ma non solo) per la catastrofe elettorale, Roma compresa. Parlare di "riflessione malinconica e crepuscolare" significa ammettere che invece di darsi da fare seriamente su cose concrete che interessano la gente e attaccarre gli avversari dove andavano attaccati, si è fatta una campagna elettorale con la solita "spocchia anglofona e democraticoamericana" (tipica della sinistra diessina) preoccupata più di strare in un "loft" a fare i "briefing" che di fare politica per le strade e le piazze, magari sporcandosi un pò le mani.
Non solo: per garantirsi di sopravvivere come partito non ha esitato a "cannibalizzare" la sinistra arcobaleno provocando odi e divisioni che non si ricuciranno facilmente. L'unica cosa positiva, e cioè l'alleanza con Di Pietro, sembra già essere tramontata in nome di una improbabile rincorsa all'UDC.
Se c'è una cosa che invidio alla destra (verrebbe da dire) è di avere una sinistra che invece di combattere vulole "scimmiottarla" cercando di scavalcarla, ma a destra però!
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